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La ripida salita e la voglia di affermarsi: chi è Andrea Pellegrino, il tennista azzurro ai primi quarti ATP

Andrea Pellegrino sta vivendo un’ottima settimana al BCI Seguros Chile Open. Dopo aver superato le qualificazioni, a Santiago il 28enne azzurro ha sconfitto in tre set due argentini: prima Alex Barrena e poi il più quotato Francisco Comesana. Grazie a questi risultati l’attuale numero 137 del mondo è ora al best ranking virtuale alla 124esima piazza, che potrebbe diventare la 111esima se riuscirà a sconfiggere per la prima volta il connazionale Luciano Darderi, secondo favorito del tabellone. Luli ha avuto la meglio in entrambi i testa a testa passati e non prima delle 22:30 italiane di venerdì 27 febbraio proverà a strappare il terzo successo ai danni di Pelle, che prenderà parte per la prima volta in carriera a un quarto di finale ATP. A Bastad, la scorsa estate, ci era andato vicinissimo, ma agli ottavi aveva finito per cedere alla distanza contro Tallon Griekspoor dopo aver mancato cinque match point (di cui tre consecutivi). L’aria cilena è però tornata a ispirare Andrea, che nel 2023 conquistò a Santiago il titolo in doppio in coppia con Andrea Vavassori. Prendiamo quindi la palla al balzo e sfruttiamo queste gioie sudamericane di Pellegrino per raccontarvi un po’ la sua storia. Il papà istruttore e i primi scalpi da pro Andrea Pellegrino nasce a Bisceglie il 23 marzo 1997. Entrambi i genitori, Rosa e Domenico, sono insegnanti. La madre lo è sui banchi di scuola, il padre invece è un istruttore di tennis. Ed è proprio con il papà che inizia a giocare all’età di quattro anni. Nasce presto una passione e a tredici anni decide di trasferirsi a Bari, presso il centro federale, per progredire come giocatore. Nel 2013 inizia a prendere parte ai primi tornei internazionali e in quelle stagioni riceve anche qualche wild card per partecipare ad alcuni Challenger sul territorio italiano. Il primo titolo arriva in doppio, nel 2015, a fianco di Matteo Berrettini in un Future a Santa Margherita di Pula. Nella specialità a coppie Pelle negli anni vincerà poi altri 3 ITF, 7 Challenger, l’ATP 250 di Santiago già citato in precedenza e salirà sino all’81esima piazza mondiale. Tornando al singolare, è nel 2016 che Pellegrino ottiene le sue prime soddisfazioni. Agguanta due titoli ITF consecutivi in casa e finisce la stagione in top 500. In quel periodo rivela al nostro Massimo Gaiba che un suo punto di riferimento è Andy Murray per quanto riguarda il modo di giocare a tennis. Roger Federer rimane però il suo idolo indiscusso. I migliori risultati e le sfide con Sinner, Alcaraz e Musetti Nelle stagioni seguenti il tennista pugliese fatica ad affermarsi nei circuiti superiori. Alza al cielo altri 3 trofei Future e nel 2019 esce sconfitto per la prima volta da un ultimo atto contro un ragazzino di diciassette anni chiamato Jannik Sinner, che sempre a Santa Margherita di Pula gli rifila un secco 6-1 6-1. Per la prima finale Challenger bisogna aspettare il 2021, quando a Roma Pellegrino corona la settimana perfetta vincendo il titolo da wild card. Gli anni successivi lo rivedranno in una finale Challenger in altre 11 occasioni (4-8 il bilancio). L’ultima rimane quella persa proprio contro Darderi a Genova nel settembre 2025. Nonostante la top 200 arrivi nella primavera del 2022, già dall’anno precedente Andrea riesce a entrare nei tabelloni di qualificazione degli Slam. Al Roland Garros supera anche un turno (come farà in seguito pure nel 2024), ma un neo-diciottenne chiamato Carlos Alcaraz gli lascia tre giochi al secondo turno, che raggiungerà poi anche a Wimbledon nel 2022 e all’Australian Open nel 2023. La prima presenza in un tabellone principale ATP, invece, risale al 2020, quando da qualificato ottiene una vittoria all’esordio a Cagliari per poi perdere nettamente contro quel Lorenzo Musetti che l’anno precedente aveva sconfitto in un paio di occasioni. Tutt’ora Pelle non è ancora riuscito a entrare in un main draw di un torneo più prestigioso di un ATP 250. La finale a Estoril, le aspettative e il sogno top 100 La terra rossa è sicuramente il suo pane quotidiano. È infatti su questa superficie che Andrea approda nella finale più importante della sua carriera, al Challenger 175 di Estoril nel 2025. In quel torneo Pellegrino sconfigge tra gli altri l’allora numero 19 al mondo Felix Auger-Aliassime e all’ultimo atto deve deporre le armi contro un ottimo Alex Michelsen. Il tennis di Andrea sa toccare vette molto alte e non ha particolari buchi. Da fondocampo il pugliese è solido, in battuta sa essere efficace e non disdegna i tocchi di fino. “Le aspettative me le hanno sempre create gli altri, coloro che erano attorno a me”, aveva raccontato di recente in un’intervista concessa a Spazio Tennis. “Io sono sempre stato con i piedi per terra, anche se speri sempre di poter raggiungere una certa classifica quando sei giovane. Però poi durante il percorso ti rendi conto che non è così facile. Ognuno di noi ha il suo percorso e l’età per maturare. Mi sono goduto il percorso, imparando ad accettare i miei limiti e le difficoltà che ci sono nel tennis”, aveva spiegato. Un cammino quindi del tutto personale quello di Pellegrino, che non ha però mai mollato la presa definitivamente. Anzi, ora sogna quella top 100 bramata da ogni ragazzino che spera di diventare un tennista professionista. Per rompere quella barriera sarà importante riuscire a vincere la prossima partita contro Darderi, sebbene Andrea arrivi da quattro match molto duri giocati in precedenza. Ma questo non lo preoccupa. “Alleno questo da molti anni, sono preparato per fare molte partite tutta la settimana”, ha affermato nella sua ultima conferenza stampa a Santiago. “Ovviamente è dura giocare tre set tutti i giorni, però mi sento preparato”. Comunque vada la partita, per Pellegrino rimarrà in ogni caso una settimana da incorniciare. Un torneo che gli potrà restituire consapevolezza in vista dei suoi prossimi appuntamenti. Ad maiora. ...

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